Dalla parte dei bambini /2
A quanto pare non sono la sola che si preoccupa dei mini-maschi: sabato mattina, avevo ancora in borsa Dalla parte delle bambine, mi fermo a parlare con un amico per strada e veniamo raggiunti da un conoscente con bimbo di 3 anni al seguito: padre e figlio sono in giro a fare spese, per il piccolo tre libri illustrati, per il papà Il pericoloso libro delle cose da veri uomini. Guardate la scheda: il manuale che ha riscoperto l’avventura!
Una specie di manuale delle Giovani Marmotte dei giorni nostri, con in più le istruzioni per l’uso: per veri uomini, capito? Nemmeno a farlo apposta sul Foglio di sabato un articolo che rivendica al libro la valenza di
una rivoluzione culturale, questa, con i maschi che si costruiscono arco e frecce, giocano agli indiani e leggono "Tre uomini in barca" (tra i dieci libri che un vero uomo deve leggere, insieme con "Le avventure di Huckleberry Finn"). E c’è l’idea scorretta della differenza abissale, semplicissima, che li separa dalle ragazze: "Ti sarai accorto che le ragazze sono molto diverse da noi veri uomini. Ovviamente non stiamo parlando solo di differenze fisiche: non ne troverai mai una interessata al pugilato o al codice Morse. Senti cosa ti raccontano e fingi che ti interessi, magari facendo qualche domandina qua e là"… Un mondo meraviglioso dove le femmine leggono Jane Austen mentre i maschi addestrano i cani: solo un libro per ragazzi poteva contenere un’idea tanto sovversiva.
Già, un mondo meraviglioso (per chi? Io vorrei che Tre uomini in barca lo leggessero tutti), peccato che in quello reale i veri uomini interessati al codice Morse si trovino ormai solo nei gruppi scout dove, orrore, ci sono anche le ragazze pronte a carpirne i segreti. Le stesse ragazze che poi, leggono Jane Austen e Mark Twain. Da una parte libertà di scelta, dall’altra no.
Troppo facile parlare di differenze quando poi queste vengono suggerite dagli adulti: chi ci rimette poi, sono i bambini. Oggi i maschi, e domani?
Io col Morse ero bravissima, quando ero negli scout.
La mia squadriglia era sempre la prima a partire, dopo la trasmissione delle istruzioni: traducevo a vista.
Poi ci perdevamo perché non avevo senso dell’orientamento, ma non si può avere tutto
Che tristezza, pensare che c’è chi pretende di rimettere su degli steccati ormai caduti da tempo.
giulia: uguale ![]()
un altro pensiero: mi viene in mente che questo “rigurgito sessista” (se di rigurgito si può parlare) potrebbe essere, in qualche modo, legato alla sessualizzazione precoce della donna (per chi ha voglia e tempo, un po’ di cose interessanti qui).
Una promessa solenne: metà mattina, bambini e bambine, tutti a giocare col dolceforno, l’altra metà tutti picchiarsi. ![]()
Mah, io da ragazzina mi arrampicavo sugli alberi, leggevo Jane Austen E Huckleberry Finn, mentre la maggior parte dei miei compagnucci (soprattutto i maschietti) era pressochè illetterata e seguiva le mie trame pseudo salgariane per le “avventure” al fiume.
I bambini di oggi mi pare che più che di un libro che gli insegni a essere uomini veri, avrebbero bisogno del permesso di uscire di casa, magari una bicicletta e genitori meno apprensivi. Ma forse sono una nostalgica ![]()
Ottima idea, questo blog. Siete tutte splendide!
Iesus! A me piace il pugilato e sono una fan di Muhammed Alì. Così scoprì di essere omo.










2008