Sorelle d’Italia

Le parole sono importanti

Dal sito Reuters (via Scanner) scopro che è in arrivo una nuova traduzione del Corano in inglese. L’autrice, Laleh Bakhtiar, ha riletto il testo sacro dell’Islam per rimuovere le forzature dell’interpretazione usate per giustificare la violenza contro le donne.  La parola "idrib", ad esempio, è stata sempre tradotta con il verbo "colpire" (beat), ma può significare anche "spingere via" (push away). La traduzione, ovviamente, ha già ricevuto critiche dagli studiosi tradizionali, che mettono in dubbio la capacità della traduttrice di comprendere l’arabo antico.

23 Marzo 2007
16:05, Venerdì
Giulia
Filed under : Cronaca, Esteri
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5 commenti

(#) Quello che disse Maria Sung

Venerdì 23 Marzo 2007 alle 18:03

1

La traduzione può essere rivoluzionaria (sovversiva?) di per sé (vedi alla voce Lutero). In linea generale, e parlo da persona non troppo informata dei fatti, più si lascia la parola di Dio nelle mani dei fedeli, più si apre la strada alle interpretazioni, e più si danneggia l’ortodossia (fondamentalismo).
Basta un attimo di distrazione ed è tutto un fiorire di relativismi, signora mia.

(#) Quello che disse stefansia

Sabato 24 Marzo 2007 alle 10:36

2

secondo me è solo questione di relativismi. Ovvero, in questo caso abbiamo una coperta innegabilmente troppo corta, e a tirarla da un lato c’è la nuova traduttrice, dall’altro gli studiosi tradizionali. Lei dice “guardate, non è come avete detto voi per secoli”, loro dicono (parafrasando) “non capisci niente”.
Chi ha ragione e chi no? Secondo me è solo un problema di dimensioni della coperta, che non si possono cambiare e dunque non esiste un avere ragione o meno.

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 24 Marzo 2007 alle 12:10

3

Stef: in realtà, secondo la studiosa, si tratterebbe di coerenza. Essendo l’Islam una religione improntata alla misericordia e al rispetto degli esseri umani (come detta il Corano in più punti), viene avanzato spesso da vari studiosi il sospetto che certe traduzioni siano state forzate nei secoli per avallare costumi tribali pre-esistenti. Ad esempio: ci vuol poco a rendere obbligatorio il velo integrale, che in certe zone dell’Africa è indispensabile per difendersi dalla sabbia (e infatti anche gli uomini, guardacaso, si coprono il volto): basta forzare un’interpretazione, et voila.

(#) Quello che disse lia

Domenica 25 Marzo 2007 alle 20:48

4

Ne parla anche Amal A, blogger araba che ultimamente seguo con piacere.
E dice una di quelle cose apparentemente ovvie ma di cui spesso ci si dimentica: che, comunque sia, gli uomini che picchiano le mogli non lo fanno perché quel verso del Corano glielo dice.
Di conseguenza, non smetteranno di farlo se il verso cambia.
http://arabwomanprogressivevoice.blogspot.com/2007/03/to-interpret-or-not-to-interpret.html#links

(Questo vale, credo io, soprattutto nel mondo arabo. Qui in Europa, tra convertiti etc., è un po’ diverso, temo.)

Amal muove anche un’altra obiezione che mi pare sensata, a proposito dei rischi insiti nel giocare allo stesso gioco di coloro che interpretano il Corano alla lettera.
Ne condivido la prudenza, devo dire: sono stanca di vedere quanto la politicizzazione del Corano generi mostri.

Ovviamente, sul suo richiamo all’essenza del messaggio, direi che non ci piove. Solo che io continuo a pensare che la percezione dell’essenza sia istintiva, in linea di massima, e che le forzature stiano negli schieramenti interpretativi.

(#) Quello che disse corano in inglese

Venerdì 9 Maggio 2008 alle 05:57

5

[...] in arrivo una nuova traduzione del corano in inglese. L??autrice, Laleh Bakhtiar, ha riletto il …http://www.sorelleditalia.net/2007/03/23/le-parole-sono-importanti/IngleseLa lingua inglese mondializzata ?? sostanzialente omogenea, anche se in base alla … Il [...]

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