Gli uomini e le donne sono uguali (in Spagna)
In Spagna il Parlamento ha appena approvato una legge, chiamata Ley de igualdad entre mujeres y hombres, che obbliga le imprese con più di 250 dipendenti a trattare con le organizzazioni sindacali piani per l’uguaglianza e ad avere entro otto anni i consigli di amministrazione composti almeno per il 40% da donne; le liste per le elezioni politiche, inoltre, dovranno essere composte da non meno del 40% e non più del 60% di ambo i sessi.
Servirebbe anche da noi, almeno finché avremo in carica politici che sostengono che i figli senza padre sono figli di madri non molto buone
, e che il matrimonio consente alle donne di fare figli grazie alla protezione (Protezione? Protezione?!) dell’uomo, visto che una donna single non può crescere un figlio da sola.
E allora perchè non ve ne andate in spagna?
)))))))))
L’Italia va benissimo per chi ha più di sessantanni, per gli altri sono cavoli.
Ciao sorelle!
Maso: se io andassi in Spagna, la Spagna bombarderebbe l’Italia per il mio spagnolo cane…c’ho anche la zia spagnola, ma evidentemente non servono a nulla, le parentele
Semplice: perché sono italiana, e la soluzione non è levarsi dai coglioni. E’ stare qua e romperli.
La parità si raggiunge con l’educazione, non imponendola con leggi. Questa in particolare è assurda, e lo dico da donna-avvocato-residente in Spagna da più di 20 anni. Non puoi imporre ad un’azienda di avere una (o più) donne al comando quando magari un uomo è più valido di loro, crei un clima atroce in azienda e la produttività ne risentirebbe (e qui la crisi inizia a galoppare, altro che W Zapatero). Si deve iniziare dalle scuole, da casa, dalla tv togliendo questi spettacolini idioti con donne smutandate e mute…è tanto difficile capirlo?
Dimenticavo…gli uomini e le donne NON sono uguali in Spagna, come non lo sono (purtroppo) in Italia. A me capita spesso di telefonare (per lavoro), che mi risponda un uomo, e presentandomi come avvocato e dando del correttissimo “lei”, questo passi al “tu” senza nemmeno chiederlo (qui il “lei” va poco, ok, ma di solito ti dicono “ci diamo del tu, va bene?”), e che mi apostrofi con “nena” (bimba)…bimba a chi? And so on….Educazione, dicevo…..
Barcellonese: purtroppo a volte con la cultura si fa molto, a volte invece servono le leggi per crearla. E’ più efficace obbligare le aziende a fare spazio alle donne capaci (perché, non raccontiamocela: ce ne sono, e sono bloccate dai colleghi maschi o dalle altre donne in competizione con loro), e così abituare la società a vedere donne al comando, piuttosto che aspettare che il mercato si decida ad invertire una tendenza che, in anni di globalizzazione che vedono le aziende interfacciarsi sempre più spesso con altre realtà nel mondo in cui una donna dirigente è malvista, è tanto comoda quanto limitante.
Tutto il resto va senz’altro fatto: ma la legge serve, secondo me, ad accelerare un processo che sarebbe altrimenti assai più lento.
Io avevo sentito dire che, au contraire, c’erano gravi problemi in Spagna per quanto riguarda maltrattamenti nei confronti delle donne, assai più che qui in Italia. Ho capito male io?
@ Domiziano: sai che non lo so? Se così fosse, c’è poca allegria
(poco da stare allegri, vorrò dire)
La Spagna è afflitta da una cultura machista molto simile a quella italiana. Forse per questo una forzatura – una legge che preceda i tempi, invece di adeguarsi – serve ad imporre un modello sociale che preveda la partecipazione delle donne in ogni campo dell’attività economica e sociale. Per cambiare la mentalità delle generazioni a venire, e fare in modo che le donne capaci non rimangano schiacciate dall’egemonia maschile.
sono d’accordo con giulia, in italia non ci sono le condizioni culturali per arrivare ad una naturale risoluzione della questione, come sarebbe giusto.
barcellonese, capisco che certe cose non si fanno cadere dall’alto, ma qui si parla di potere, e non conosco nessun uomo disponibile a farsi portar via potere da una donna. quindi bisogna andare giù con l’accetta, almeno finchè non passa l’idea. e poi ci dedicheremo ad educare i nostri figli di conseguenza…
E’ anche vero che “ghettizzarsi” in rosa non è sempre il miglior modo di acquisire credibilità, convenite?
Concordo con Giulia quando dice che forse in Spagna hanno fatto una legge che precede i tempi, per cambiare la mentalità delle generazioni a venire, e fare in modo che le donne capaci non rimangano schiacciate dall’egemonia maschile.
Rispondo con una frase di Mugnitz (il modello spagnolo che vinse l’Isola dei famosi qualche edizione fa):
“In Spagna stiamo facendo leggi che sono molto più avanti rispetto alla mentalità del popolo spagnolo, mentre in Italia state facendo leggi che sono molto più indietro rispetto alla mentalità del popolo italiano. Io penso però che un Governo ha il dovere di portare avanti il suo popolo, non indietro”.







2012