Sorelle d’Italia

Il burqa e le rose

Parliamo molto di Afghanistan, in questi giorni. Ne parliamo in termini di liberazione, talvolta in termini di opportunità. Cerco di leggere il meno possibile: ho come la sensazione di conoscere un po’ troppo a fondo la politica estera di un certo Massimo D.A. Le sue bombe su Belgrado, sotto le quali io restavo attonita. Sotto le quali Jasmina Tešanović (che ha un blog, e a volte è in inglese) scriveva:

Io non ho voluto combattere nessuna guerra, non ho mai portato i tacchi alti, non ho mai creduto in una sola verità: per questo non mi racconteranno la loro storia.

Resto impigliata in un articolo da Internazionale n° 683; è Ann Jones, titola "Kabul, guerra persa". Un paragrafo è dedicato alla condizione femminile. Scrive:

Da quando gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, George W. Bush continua a vantarsi di aver liberato le donne afghane dai talebani e dal burqa. Sua moglie Laura, dopo un breve viaggio nel 2005, è intervenuta al talk-show di Jay Leno per dire che in Afghanistan non aveva più visto una donna con il burqa. Era rimasta nel paese per sei ore, per buona parte in una base aerea statunitense. (…) Per le donne afghane il burqa è l’ultimo dei problemi. La metà delle donne che perdono la vita in età fertile muore di parto.

Continuo la lettura: la speranza di vita media di una donna afghana è quarantadue anni. L’85% delle donne afghane è analfabeta. Il 95% è sistematicamente vittima di violenze domestiche. Le donne sono per tradizione proprietà degli uomini: possono essere scambiate e vendute. Come un divano o una capra. Molte ragazze si suicidano per sfuggire alle botte, a un matrimonio forzato, agli abusi sessuali, continua la Jones – che non è mia congiunta.

Parliamo molto di Afghanistan, sì. Continuiamo a parlare di Afghanistan anno zero, forse senza accorgercene.

16 Marzo 2007
18:46, Venerdì
Babsi Jones
Filed under : Esteri, Segnalazioni
Tags: , ,
Related: Blog reactions Commenti :
 
3 commenti

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 17 Marzo 2007 alle 12:13

1

Avevo citato lo stesso articolo (però preso da Salon) un po’ di tempo fa. La situazione è agghiacciante, ma ancora più agghiacciante è il “Va tutto bene!” che viene steso sulla situazione stessa. Un paese dove le donne siedono in Parlamento, e contemporaneamente vengono trattate come capi di bestiame. La prova che il potere maschile (mi dispiace dirlo, ma in questo caso questo è) è un cane che non molla facilmente l’osso.

(#) Quello che disse perec

Sabato 17 Marzo 2007 alle 16:08

2

è un bel modo, questo, per leggere i giornali. pare di farlo con qualcuno intelligente appollatiato sulla spalla. sto imparando a gestire i nuovi link, quindi, ci finite subito.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

Lunedì 19 Marzo 2007 alle 17:05

3

Non si possono cambiare certi comportamenti in quattro e quattr’otto. Certo che mi vien da pensare che è più probabile che il mutamento possa avvenire oggi che rispetto a quando al potere erano i Talebani. Solo che il paese è tutt’altro che pacificato, anzi, mi pare proprio che gli scontri stiano aumentando anziché diminuire, per cui la questione femminile non è certo una delle priorità all’ordine del giorno. E non credo certo che lo diverrebbe se le forze occidentali si ritirassero seduta stante. Ergo per cui: che si fa?

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.