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	<title>Commenti a: Sour sixteen (breve biografia)</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: TullioConforti</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/12/sour-sixteen-breve-biografia/comment-page-1/#comment-5979</link>
		<dc:creator>TullioConforti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 19:50:08 +0000</pubDate>
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		<description>Giusto allora ricordiamole le origini dell&#039;otto marzo.

Eccole qui:

Una &quot;festa&quot; inventata
di Vittorio Messori
Pensare la storia, San Paolo, Milano 1992, p. 107.


C&#039;era una volta la festa di Sant&#039;Agata, era la protettrice delle donne non maritate e delle madri che allattano, in molti posti il 5 febbraio è dedicato alle donne, con processioni, feste patronali, si fa il pane di Sant&#039;Agata a forma di mammella (alla giovane Agata erano state tagliate le mammelle durante la persecuzione).
[vedi nella sezione SANTI la storia di Sant&#039;Agata].
Oggi se ancora si festeggia, lo si fa con un misto tra goliardia e fede.
Gli uomini cucinano e servono a tavola, oppure accudiscono i pargoli e le donne si trovano tra loro a festeggiare.

Poi venne il &#039;68, la rivoluzione sessuale, le rivendicazioni femministe, e nacque la festa dell&#039;8 marzo.
La leggenda narra che una femminista tedesca, Clara Zetkin durante il Congresso socialista di Copenaghen, propose la data dell&#039;8 marzo, per la giornata internazionale della donna, in ricordo d un gruppo di donne arse vive all&#039;interno della fabbrica nella quale lavoravano, e nella quale il datore di lavoro le aveva rinchiuse.

Da quel giorno si festeggia l&#039;8 marzo, regalando mimose (fiore umile e puzzolente, ma reperibile in quel periodo). Scopriamo però, leggendo Messori, che si tratta di una bufala.
--------------


C&#039;erano una volta delle operaie tutte lavoro, fede socialista e sindacato; e c&#039;era un padrone cattivo. Un giorno, le lavoratrici si misero in sciopero e si asserragliarono nella fabbrica. Qualcuno (il padrone stesso, a quanto si dice) appiccò il fuoco e 129 donne trovarono atroce morte. Era l&#039;8 marzo 1908, a New York.
Storia molto commovente, con un solo difetto; che è falsa. Eh già, nessun epico sciopero femminile, nessun incendio si sono verificati un 8 marzo del 1908, a New York. Qui, nel 1911 (quando già la &quot;Giornata della donna&quot; era stata istituita), se proprio si vogliono spulciar giornali, bruciò, per cause accidentali, una fabbrica, ci furono dei morti, ma erano di entrambi i sessi. Il sindacalismo e gli scioperi non c&#039;entravano. E neanche il mese di marzo.

Piuttosto imbarazzante scoprire di recente (e da parte di insospettabili quanto deluse femministe) che il mitico 8 marzo si basa su un falso che, a quanto pare, fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda, inventando persino il numero preciso di donne morte: 129...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto allora ricordiamole le origini dell&#8217;otto marzo.</p>
<p>Eccole qui:</p>
<p>Una &#8220;festa&#8221; inventata<br />
di Vittorio Messori<br />
Pensare la storia, San Paolo, Milano 1992, p. 107.</p>
<p>C&#8217;era una volta la festa di Sant&#8217;Agata, era la protettrice delle donne non maritate e delle madri che allattano, in molti posti il 5 febbraio è dedicato alle donne, con processioni, feste patronali, si fa il pane di Sant&#8217;Agata a forma di mammella (alla giovane Agata erano state tagliate le mammelle durante la persecuzione).<br />
[vedi nella sezione SANTI la storia di Sant'Agata].<br />
Oggi se ancora si festeggia, lo si fa con un misto tra goliardia e fede.<br />
Gli uomini cucinano e servono a tavola, oppure accudiscono i pargoli e le donne si trovano tra loro a festeggiare.</p>
<p>Poi venne il &#8216;68, la rivoluzione sessuale, le rivendicazioni femministe, e nacque la festa dell&#8217;8 marzo.<br />
La leggenda narra che una femminista tedesca, Clara Zetkin durante il Congresso socialista di Copenaghen, propose la data dell&#8217;8 marzo, per la giornata internazionale della donna, in ricordo d un gruppo di donne arse vive all&#8217;interno della fabbrica nella quale lavoravano, e nella quale il datore di lavoro le aveva rinchiuse.</p>
<p>Da quel giorno si festeggia l&#8217;8 marzo, regalando mimose (fiore umile e puzzolente, ma reperibile in quel periodo). Scopriamo però, leggendo Messori, che si tratta di una bufala.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>C&#8217;erano una volta delle operaie tutte lavoro, fede socialista e sindacato; e c&#8217;era un padrone cattivo. Un giorno, le lavoratrici si misero in sciopero e si asserragliarono nella fabbrica. Qualcuno (il padrone stesso, a quanto si dice) appiccò il fuoco e 129 donne trovarono atroce morte. Era l&#8217;8 marzo 1908, a New York.<br />
Storia molto commovente, con un solo difetto; che è falsa. Eh già, nessun epico sciopero femminile, nessun incendio si sono verificati un 8 marzo del 1908, a New York. Qui, nel 1911 (quando già la &#8220;Giornata della donna&#8221; era stata istituita), se proprio si vogliono spulciar giornali, bruciò, per cause accidentali, una fabbrica, ci furono dei morti, ma erano di entrambi i sessi. Il sindacalismo e gli scioperi non c&#8217;entravano. E neanche il mese di marzo.</p>
<p>Piuttosto imbarazzante scoprire di recente (e da parte di insospettabili quanto deluse femministe) che il mitico 8 marzo si basa su un falso che, a quanto pare, fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda, inventando persino il numero preciso di donne morte: 129&#8230;</p>
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		<title>Di: Domiziano Galia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/12/sour-sixteen-breve-biografia/comment-page-1/#comment-9</link>
		<dc:creator>Domiziano Galia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 12:40:10 +0000</pubDate>
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		<description>Questo però non è un problema dell&#039;otto marzo in sé, ma di tutte le feste mi pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo però non è un problema dell&#8217;otto marzo in sé, ma di tutte le feste mi pare.</p>
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		<title>Di: Anna</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/12/sour-sixteen-breve-biografia/comment-page-1/#comment-8</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 12:32:26 +0000</pubDate>
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		<description>Riguardo all&#039;otto marzo, il problema è che la memoria delle sue origini è persa in mezzo al sapore da sagra di paese di questa festa. Si ricordasse come, e in seguito a cosa, è nato, sarebbe un grande passo in avanti, o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo all&#8217;otto marzo, il problema è che la memoria delle sue origini è persa in mezzo al sapore da sagra di paese di questa festa. Si ricordasse come, e in seguito a cosa, è nato, sarebbe un grande passo in avanti, o no?</p>
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		<title>Di: Domiziano Galia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/12/sour-sixteen-breve-biografia/comment-page-1/#comment-7</link>
		<dc:creator>Domiziano Galia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 00:02:53 +0000</pubDate>
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		<description>La prima volta in cui le parole di cui ero pieno che non sapevo a chi dire, né come, sono state capite - e per la prima volta non mi sono sentito anormale - è stato quando le ho detto ad una donna. Ma non in quel senso. Una donna come amica, o amico. Bella, ma di una bellezza non canonica e soprattutto tosta, molto tosta, con una testa così. Che poi è come piacciono le donne a me. Ma per quanto tosta, per quanto &quot;con le palle&quot;, come a volte si suol dire, non per questo disdegnava l&#039;8 marzo.
Il problema dell&#039;8 marzo è, in realtà, il resto dell&#039;anno. E questo è quello che è. Per come la vedeva lei, e per come la intendo io, è - dovrebbe essere - il contrario: il &lt;em&gt;valore&lt;/em&gt; dell&#039;8 marzo dovrebbe stare nel fatto che il resto dell&#039;anno si è pari e l&#039;8 sia quando noi maschietti stendiam la giacca sulle pozzanghere.
Che poi, in realtà, non è neanche così. Non ho bisogno di aspettare l&#039;8 marzo per stendere la giacca. Ma questo non ha niente a che fare con questioni di superiorità o estinzione: anzi, al contrario, è assai più probabile che la stenda per una che mi mangia in testa. (E, peraltro, per me la seduzione va di pari passo con l&#039;intelligenza, per cui. Ma io non faccio testo.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta in cui le parole di cui ero pieno che non sapevo a chi dire, né come, sono state capite &#8211; e per la prima volta non mi sono sentito anormale &#8211; è stato quando le ho detto ad una donna. Ma non in quel senso. Una donna come amica, o amico. Bella, ma di una bellezza non canonica e soprattutto tosta, molto tosta, con una testa così. Che poi è come piacciono le donne a me. Ma per quanto tosta, per quanto &#8220;con le palle&#8221;, come a volte si suol dire, non per questo disdegnava l&#8217;8 marzo.<br />
Il problema dell&#8217;8 marzo è, in realtà, il resto dell&#8217;anno. E questo è quello che è. Per come la vedeva lei, e per come la intendo io, è &#8211; dovrebbe essere &#8211; il contrario: il <em>valore</em> dell&#8217;8 marzo dovrebbe stare nel fatto che il resto dell&#8217;anno si è pari e l&#8217;8 sia quando noi maschietti stendiam la giacca sulle pozzanghere.<br />
Che poi, in realtà, non è neanche così. Non ho bisogno di aspettare l&#8217;8 marzo per stendere la giacca. Ma questo non ha niente a che fare con questioni di superiorità o estinzione: anzi, al contrario, è assai più probabile che la stenda per una che mi mangia in testa. (E, peraltro, per me la seduzione va di pari passo con l&#8217;intelligenza, per cui. Ma io non faccio testo.)</p>
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