Sorelle d'Italia

Questione di aspettative

saragrecoLa ragazza nella foto è Miss Motosprint 2010, Marzia Greco. Fiorentina di origini napoletane, specifica il comunicato stampa, snocciolando anche una serie di caratteristiche fisiche della vincitrice. La quale, insieme alla seconda classificata, la venticinquenne milanese Alessandra Cardì, ha diritto al prestigioso incarico di Umbrella Girl per i piloti del Team Ducati.

Sì, esatto, una stagione in mutande con un ombrello in mano. Questo è il premio.

Chissà gli sbocchi di carriera.
Non si sa mai, se una regge l’ombrello con particolare grazia o sfoggia la tetta con eccezionale destrezza, magari la notano.
Poi lo metti in curriculum, no? “Stagione MotoGP 2010-2011: Umbrella Girl per il team Ducati, con mansioni di reggimento ombrelli, sorriso, scosciata.”
Cioè, fa scena.

Non mi piace fare la nostalgica, ma mi pare di ricordare che le Miss d’antan sgambassero e stettassero per premi più sostanziosi: comparsate cinematografiche, contratti con case di bellezza, sponsorship di gioielli, carriere nel mondo della celluloide, della pubblicità o della televisione. L’idea che si possa trovare attraente una competizione in cui si viene misurate con il metro da sarta per poter aspirare a un posto da servetta con l’ombrellino è quasi più deprimente del concetto stesso di concorso di bellezza.

Questione di livello delle aspettative, suppongo.

2 settembre 2010
15:33, giovedì
Giulia Blasi
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La prima pietra

Sakineh Mohammadi Ashtiani è solo l’ultima di una lunga serie di donne che rischiano di morire a causa del sesso. Per averlo fatto, essere state sospettate di averlo fatto, avere ispirato pensieri sessuali, o semplicemente perché sono donne, e le donne servono a quello, punto. Nel caso specifico, il rischio per lei è di inserirsi nell’enorme archivio delle lapidate per adulterio. La pena, per chi non lo sapesse, funziona così: si viene interrate fino al collo, e poi colpite ripetutamente con sassi e pietre fino alla morte.

La comunità internazionale non è costante sulla questione, ma si muove se un caso specifico riesce ad arrivare all’attenzione dei media. L’obiettivo è mobilitare le coscienze contro gli abusi di un paese teocratico, dando ripetutamente segnali di solidarietà nei confronti di persone che rischiano di morire per qualcosa che in Occidente viene considerata una libertà personale inviolabile. Firmare l’appello di Amnesty International non costa nulla ed è un piccolo contributo a far sentire la propria voce.

Il rischio, in questi casi, è di scaricare la colpa sulla religione islamica tout court, piuttosto che sull’uso distorto che se ne fa a scopi politici. Un po’ come quando si scarica ogni responsabilità per quello che in Italia non funziona sul cattolicesimo, identificandolo nella Santa Alleanza fra governo e gerarchie vaticane. Prima ci rendiamo conto che il Vaticano agisce secondo politiche che non hanno nulla a che vedere con la fede cristiana, meglio è per tutti. Tuttavia, la questione è seria, e andrebbe discussa prima di tutto con chi, per cultura, discendenza o scelta personale, ha abbracciato la fede islamica. Le donne, in particolare.

(Continua…)

29 agosto 2010
14:53, domenica
Giulia Blasi
Filed under : Cultura, Esteri, Segnalazioni
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Non mi chiamo Natasha

“Natasha” è il nome con cui nei paesi anglofoni si identificano le ragazze cadute nella rete dei trafficanti di esseri umani. La fotografa Dana Popa le ha cercate, incontrate, ritratte nella loro vita di tutti i giorni: le scappate e quelle che ancora lavorano, le maggiorenni e le minorenni, le madri e le figlie. Sono quelle che, nei giorni in cui andavo al mare sulla strada che da Frosinone porta verso la provincia di Latina, siedono agli angoli delle strade e chiacchierano fra loro, a tutte le ore del giorno e della notte, in attesa di essere caricate da un cliente.

22 agosto 2010
18:13, domenica
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
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La motociclista ideale

_DPS1545Ricevo e volentierissimo pubblico, lasciando a voi ogni commento. Grassetti originali, non ci facciamo mancare niente.

Motosprint, il settimanale più amato dagli appassionati delle competizioni su due ruote, lancia per il secondo anno consecutivo il concorso per eleggere la centaura più sexy d’Italia: Miss  Motosprint 2010. Una vera e propria celebrazione della passione femminile per le due ruote.

Grinta, determinazione e curve al posto giusto: ecco l’identikit della motociclista ideale.

Sono queste le caratteristiche delle aspiranti Miss Motosprint, che si terrà mercoledì 1 settembre a Riccione a partire dalla 21.00 e aprirà l’attesissima MotoGweek, la settimana di eventi che culminerà col Gran Premio di San Marino.

Il palco allestito tra via Dante e viale Ceccarini, vedrà come protagoniste 15 splendide ragazze accompagnate a bordo di BMW decappottabili, da altrettanti piloti delle categorie MotoGp, 2T e 125. Ad attendere le 15 miss finaliste sul palco sarà Guido Meda, che condurrà la sfida delle aspiranti miss, incoronando la centaura più sexy d’Italia.

La vincitrice avrà infatti la possibilità, insieme alla seconda arrivata, di scendere in pista domenica 5 settembre sul circuito di Misano Adriatico in qualità di Umbrella Girl dei due piloti del team Ducati Pramac, per vivere in prima persona l’emozione e l’adrenalina che si respira nei box.

Per le aspiranti Miss partecipare è facilissimo. Potranno aderire all’iniziativa tutte le ragazze di età compresa tra i 18 e i 25 anni, e che abbiano un’altezza minima di 1,70 m.

Se vi volete iscrivere, sentitevi libere. Se avete le curve al posto sbagliato, ventisei anni o per celebrare la vostra passione femminile per le moto preferite stare sulla suddetta moto piuttosto che in mutande con un ombrello in mano, eh, peggio per voi.

2 agosto 2010
10:15, lunedì
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
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Fatti la badante.

“Mio padre ha la fidanzata di 22 anni!”
Lì per lì resto un po’ stupita, perché il padre della mia amica non mi sembra questo gran che.
Non particolarmente bello. E neanche troppo interessante come uomo. Ma per carità: ci sono donne a cui piace.
A lei ormai le nuove fidanzate di lui fanno poco effetto. Ci scherza sopra.
Poi puntualizza
“è la badante dei miei nonni”
Ah.
Perché mi sembra tutto più facile ora? O meglio. Perché mi sembra più facile diventare maligna?
Solo il mese prima mi aveva detto che stava con una di 30 anni (quindi di 20 anni più giovane di lui).
Ora l’età media si è abbassata ancora.
Ne cambia in continuazione. E ormai si rivolge solo alle badanti.
Prima ha avuto tutta una rassegna di russe. Poi è passato alle peruviane. Ora è il periodo delle ecuadoregne.
E non è il solo. Dalle mie parti ormai è diventato abbastanza usuale vedere uomini un po’ attempati, o che comunque in vita loro hanno avuto sempre ben poco a che fare col gentile sesso, accoppiarsi con russe o cubane.
Le motivazioni?
“Sono più ubbidienti, non come le italiane che non vogliono fare più niente”
“Sono tranquille”
“Regali loro una collanina e sono contente”.
Già.
L’italiano medio sta riscoprendo la femmina tutta casa, chiesa e vodka.
Donna e buoi dei paesi suoi.

Finché dura. Perché spesso dura solo il tempo di capire come funziona la comunione dei beni.
E poi ciao.

18 giugno 2010
15:14, venerdì
Valentina Maran
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I dieci comandamenti della critica femminista alla cultura pop

pop_culture_feminism

Una faticaccia. Ma divertente, a volte.

(Via Jezebel)

14 maggio 2010
21:07, venerdì
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
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Rasa il pratino.

Immagine 3

Qualcuna di voi lo chiama “pratino”?
Qualcuna di voi saltella per casa con forbici, cesoie e quant’altro quando si deve depilare?

Qui c’è il viral che impazza in rete: rasa il pratino.

Qui c’è la pagina facebook.

E qui c’è l’articolo che spiega chi ha fatto cosa.

Darsi una passata di rasoio quando ci si infila al volo un costume e non si ha tempo di andare dall’estetista credo che sia la pratica più comune al mondo.
Inventino piuttosto un rasoio che non faccia ricrescere i peli.
Quello sì che servirebbe.

14 maggio 2010
09:54, venerdì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Mamma mia!, Mass Media
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I maschi fanno male.

Questa è una bellissima campagna di sensibilizzazione contro la violenza alle donne.

Questa invece è una roba uscita in Italia per un tema molto simile.
Committente: il Ministero delle Pari Opportunità.

Secondo voi quale dei due è più efficace?

Da noi certe cose le chiamano “pubblicità progresso”.
Bah.

6 maggio 2010
20:32, giovedì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Identità, Mamma mia!, Mass Media, Proposte, Salute, Società
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Crazysexyridiculous

Ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla maggiore permeabilità fra “maschile” e “femminile”, ma sarebbe più facile farlo se fossimo pronti a guardare l’esibizione di Jungle Cat – un uomo che balla intorno al palo – senza ridere. Il fatto è che vedere un uomo che riproduce le mosse della seduzione femminile ci mette davanti alla totale ridicolaggine delle suddette.  Signore, famo ride. E neanche poco.

Visto? Ora, lasciamo perdere che a guardare questa parodia di spot abbiamo riso fino alle lacrime. Io, almeno, che sono poco complicata. Però se prendete l’originale, lo vedete subito anche voi che l’intrepido uomo in reggiseno non ha fatto altro che riprodurre pedissequamente le facce della modella. Perché? Perché fanno ridere. La sexyface fa ridere. La seduzione, o meglio la sua rappresentazione, è diventata ridicola. Provate voi a sbatacchiarvi contro i muri davanti al vostro amato bene. Vedete se non ride fino alle lacrime.

28 aprile 2010
10:13, mercoledì
Giulia Blasi
Filed under : Gender
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Italiani bocciati in sesso

Che cosa sanno i giovani italiani sul sesso? Poco o nulla. In fatto di contraccettivi sono i più ignoranti d’Europa insieme con i turchi. E poi riescono a credere a decine di sciocchezze sulle gravidanze nonostante vivano nel 2010.

Oggi la Sigo, la società italiana che riunisce ginecologi e ostetrici darà il via a un convegno su ”Adolescenti, sessualità e media”. E renderà noti i risultati di indagini condotte dalla società fra giovani e giovanissime, dati che fanno capire molto su tutto quello che in Italia non si è fatto in questi anni in materia di educazione sessuale:

• le donne italiane non sono ‘fedeli’ ai metodi contraccettivi, passano dalla pillola al profilattico al coito interrotto

• il 10% delle donne intervistate ricorre alla contraccezione di emergenza

• 8 donne su 100 dicono di non aver mai fatto uso di un metodo anticoncezionale

• la prima volta è senza precauzioni per il 37% delle ragazze

• l’età media della prima volta è 16 anni

• Il 72% vive attualmente un rapporto di coppia

• 6 su 10 considerano la loro “prima volta” soddisfacente e l’hanno vissuta nel 31% dei casi a casa del compagno, nel 26% nella propria, nel 19% in auto, nell’11% all’aperto e nel 10% a scuola

• il 43% delle under 26 ha cambiato 4 partner dopo il primo

• la mamma è la prima persona a cui si rivolgerebbero in caso di una gravidanza inattesa

• chi “attende” lo fa perché non si sente pronta (38%), perché non ha ancora incontrato il “ragazzo giusto” (29%) o perché contraria ai rapporti prematrimoniali (19%).

• il 34% crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35% sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63% considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo

• l’Italia si conferma agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo della contraccezione soprattutto per la mancata volontà di utilizzare metodi contraccettivi (53%), la mancata conoscenza (38%) o l’errato utilizzo (9%)

• è il fanalino di coda in Europa per utilizzo di pillola contraccettiva, con una media del 16,2%, a fronte del 50% in Olanda, del 40% in Francia e Portogallo o del 30% della Svezia. Dopo di noi, solo la Grecia.

• solo lo 0,3% delle under 19 italiane possiede una buona educazione sessuale, il 26,5%
sufficiente, il 72,9% insufficiente

• il 67% ritiene utile introdurre nelle scuole superiori la distribuzione diretta e controllata di anticoncezionali

• per il 46% i medici possono e devono promuovere maggiore counselling ed educazione in tema di sessualità

E su www.medinews.it/pub/Senza%20sorprese.pdf sono raccolte le migliori ‘bufale’ in cui credono i giovani italiani che provano ad evitare una gravidanza

27 aprile 2010
00:09, martedì
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Interni, Politica, Salute, Società
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