Sorelle d’Italia

La Salute è un optional

 

 

Per la prima volta l’Italia non avrà un ministro per la Salute. Qualcuno sorriderà e penserà che non se ne sentirà la mancanza, visto che in questi ultimi anni, a parte qualche intervento in manteria di fumo, la presenza di un ministro per la Salute nei governi non ha lasciato segni particolarmente evidenti.

E quindi sarà l’unico Paese occidentale ad avere soltanto un viceministro a rappresentare la Salute. Che cosa significherà esattamente lo sapremo a fine legislatura, ora si possono fare solo congetture. Potrebbe non cambiare nulla, ad esempio, e in un certo senso potrebbe davvero andare così. Gli ultimi mesi di governo ci avevano mostrato in pieno l’impotenza del ministro per la Salute dinanzi al volere delle Regioni.

(Continua…)

9 Maggio 2008
00:39, Venerdì
flavia amabile
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Mira Mara

Mara Carfagna  è davvero molto carina. Ha un faccino pulito e sorridente del genere che farebbe vendere pannolini per bambini o assicurazioni sulla vita perchè con quel faccino lì puoi vendere qualsiasi cosa.
Certo non è stato sempre così. Nelle immagini che la ritraggono quando faceva la show girl  il suo faccino era appesantito dal trucco e l’unica cosa che con quel faccino lì poteva vendere, era un po’ di piacere onanistico per brufolosi adolescenti in fregola.
Tuttavia se il buon dio ci ha dato le tette e agli uomini piacciono le tette, non c’è niente di male a farle vedere soprattutto se non si pensa a cosa ne farà delle nostre tette l’adolescente brufoloso in fregola o, ma non mi pare questo il caso, se si devolgono le nostre tette ad una missione umanitaria.
Ciò naturalmente non significa che dietro alle tette non ci sia qualcosa di più tipo una gran bella testolina pensante ma se il pensiero non si spinge oltre il “che male c’è?” qualche dubbio sulle capacità intellettive del soggetto mi pare doveroso porselo.Non che la Carfagna abbia mai detto niente del genere, o almeno non mi risulta, tuttavia se da certi pregressi non si prende subito le distanze o li si ribadiscono con vigore, ciò che resta è appunto un “che male c’è?”.
Niente, ribadisco, soprattutto se non ci sfiora il dubbio che l’enorme apprezzamento maschile per le nostre tette, rischi di rendere vano il nostro sforzo per farci apprezzare per qualcos’altro, sforzo, va chiarito, che dobbiamo fare per raggiungere posizioni di comando anche se questa parola, così volgare e così cafona, alle donne non piace.

Eppure, ci sarebbe da obbiettare, se la Carfagna diventerà ministro di questo paese dei balocchi, forse per arrivare in posizioni di comando conviene proprio cominciare con le tette ed è proprio a questo che mi riferivo quando dicevo che certi pregressi andrebbero ribaditi con vigore perchè una donna che avesse il coraggio di ammettere che si è venduta perchè nel nostro paese è ancora l’unico mezzo a disposizione di una donna per far carriera, avrebbe tutta la mia ammirazione.
Ciò detto in questi anni abbiamo affidato i nostri Ministeri a personaggi come Calderoli, Sirchia, Letizia Moratti, Buttiglione, Mastella e persino quello per le stesse pari opportunità alla Prestigiacomo che in fatto di faccino, carisma, spessore politico e autorevolezza, non ha niente da invidiare alla Carfagna, ciò nonostante mi pare che fino al paradosso di una ex valletta alle pari opportunità, non ci fossimo mai arrivati.
Voglio dire, ma se non c’è niente di male a far la valletta che è un lavoro pulito che rende bene e offre possibilità di carriera ma è per tradizione destinato solo alle donne, tu che sei a capo di un ministero che dovrebbe adoperarsi affinchè a uomini e donne siano garantiti gli stessi diritti, cosa fai? Proponi le quote azzurre per i valletti?

Francamente ora non mi meraviglierei se si affidasse il Ministero del Tesoro ad Arsenio Lupin.

(avevo pubblicato questo post sul mio blog il 17/04)

8 Maggio 2008
21:28, Giovedì
Viscontessa
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Dov’è la novità?

E’ stato eletto il nuovo governo. Componenti totali 22, compreso il premier Silvio Berlusconi.

Un po’  lontani dalle dichiarazioni espresse durante la campagna elettorale (forse Sivio si riferiva solo a quelli con portafoglio? Magari gli italiani sarebbero stati felici di saperlo prima di votare?):

 «Nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne», ha sparato solennemente Silvio Berlusconi ieri sera in tivù. Era il colpo conclusivo per Primo Piano, su Rai3, che ha centrato tre obiettivi, primo fra tutti quello di rimarcar la differenza rispetto al governo Prodi coi suoi cento e passa elementi. Suscitando però, anche sospetto e timore tra i maggiorenti di Forza Italia e di An, con la prospettiva di doversi spartire soltanto 8 ministeri «buoni», cioè con portafoglio, e doversi poi accapigliare per le aggiuntive 4 poltroncine senza portafoglio.

 fonte Il Giornale

Poi si sa, bisogna sistemare un po’ di amici in poltrona e non si può iniziare una legislatura litigando. In politica questa è prassi comune da parte di ogni schieramento. Ecco quindi che il numero totale dei ministri cresce, ma comunque per il momento risulta inferiore al precedente governo.

Grande celebrazione delle novità di governo, più giovane (si fa per dire) rispetto al precendente (l’esecutivo Prodi aveva una media di 56 anni, il governo Berlusconi abbassa la media a 50 anni) e più veloce (Silvio non aveva dubbi che il posto fosse il suo ed ha accettato l’incarico senza alcuna riserva). In realtà la novità è un’altra: meno donne in parlamento.

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Il mio marito egiziano

 

Questa è la storia di Loredana Roscetti, romana, impiegata in una grande azienda di telecomunicazioni che si occupa di outsourcing, moglie di un egiziano copto. 

‘La mia conoscenza di Sharm è avvenuta la prima volta nel febbraio del 2003, andai in vacanza con due colleghe di lavoro, ho frequentato Sharm per tre anni di seguito, ho conosciuto molte italiane e italiani che vivono lì, e per svariati motivi hanno lasciato l’Italia. Questa lunga frequentazione, la conoscenza di queste persone, mi ha convinta - dopo vicessitudini personali - a trasferirmi lì per sei mesi..con la mia migliore amica, con cui lavoro. Anche lei aveva conosciuto un ragazzo egiziano di religione copta ortodossa. Anche loro oggi sono sposati e vivono in italia. Un matrimonio, felice anch’esso, allietato dalla nascita di un a bimba.

Non sono andata lì in cerca del bell’ egiziano, visto che di esperienze di altre italiane, più o meno traumatiche ne conoscevo…sapevo che sono grandi ammaliatori, e che hanno una visione distorta dell’Italia,:la vedono tramite i canali satellitari, e guardano Canale5 etc…tutto divertimento, lustrini e spettacoli. E’una societa basata sull’apparenza, come era da noi negli anni ‘50 e ‘60, con tutti i valori di quell’epoca, la famiglia, il rispetto per l’anziano, etc. Non sono una bambina, ma una donna adulta che voleva del tempo per sè dopo averne dato tanto agli altri.

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8 Maggio 2008
01:27, Giovedì
flavia amabile
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Povere madri d’Italia

 

Forse l’unica vera notizia di questo post è che gli anni passano e nulla cambia: essere madre resta difficile, molto più che altrove, anche se molto più che altrove si chiede alle donne di comiere il loro dovere e fare figli. Ieri è stato presentato il ‘Nono Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo’ di ave the Children. Ancora una volta l’Italia è prima su 146 paesi nella classifica del benessere dei bambini e 19ma per quello delle mamme.

Sarà una lettura di parte, ma questo vuol dire che le madri italiane faticano molto, ma molto di più delle altre, per rendere felici i loro figli, e ci riescono anche. E vuol dire che lo Stato investe molto, ma molto di meno di altri, nelle madri, senza rendersi conto di quanto il loro benessere sia indispensabile per il corretto funzionamento di una società. 

Vediamo la classifica stilata in base all”indice delle madri’. Come al solito sono i paesi scandinavi, con la Svezia al primo posto, seguita da Norvegia e Islanda, le nazioni dove trovare parametri d’eccellenza per la salute, l’educazione e la condizione economica di madri e bambini. Quelli in cui le madri stanno peggio sono le nazioni dell’Africa Sub-sahariana, con il Niger all’ultimo posto, che si conferma come il luogo peggiore dove una mamma possa vivere. L’Italia è al 19° posto nella classifica delle madri e al 1° nell’elenco dei paesi in cui i bambini stanno meglio.

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7 Maggio 2008
00:50, Mercoledì
flavia amabile
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Propongo una legge e la recensisco

Nei reati a sfondo sessuale la Legge impone all’offensore una terapia riabilitativa che abbia durata pari alla gravità del reato. La terapia verrà condotta da un medico specialista, quale psicologo, che aiuterà il colpevole ad identificarsi con la vittima. Le sedute avranno luogo in centri di accoglienza per donne vittime della violenza, dove il responsabile del reato potrà partecipare a sedute di gruppo fra donne che hanno subìto violenze sessuali. Il colpevole dovrà altresì rendersi utile alla comunità femminile svolgendo lavori di volontariato in ricoveri per donne, ospedali, carceri e fabbriche. La terapia obbligherà il colpevole, per tutta la durata imposta dalla pena, a stare in stretto contatto con le donne, a cercare di identificarsi con la parte lesa. La legge impone, inoltre, l’utilizzo di cinture di castita durante tutto il periodo riabilitativo.

C’è chi dice che la zoofilia e la pedofilia siano disturbi della sessualità e che, come tali, vadano curati. Questi sono solo due dei casi in cui il colpevole di un crimine può aspettarsi due tipi di reazioni: la compassione oppure il violento allontanamento dalla società civile. Chi compatisce un pedofilo spesso ricorre a frasi come “Poverino, è malato” e si chiede se forse un’accurata terapia non possa resistuire alla società un individuo sano con sani principi morali (e sessuali). Chi invece è più portato al secondo tipo di reazione sceglie una soluzione drastica e permanente: la castrazione chimica. Ma in mezzo alle due cose cosa ci passa? Si può davvero compatire o eliminare del tutto un uomo?
Nei reati di violenza sessuale alle donne la faccenda è, paradossalmente, più complessa. Non esiste nemmeno un termine per definire “scientificamente” uno stupratore. Ci siamo abituati all’idea che chi stupra le donne non sia necessariamente un individuo malato, anch’egli vittima di disturbi sessuali che possono essere curati fuori dalle mura carcerarie. Nella società del “punire a tutti i costi” non viene considerato che uno stupratore che ha passato gli ultimi cinque anni in galera possa tornare a violentare una donna spinto da un impulso istintivo e irrefrenabile che nemmeno la minaccia di un ergastolo può reprimere. Cosa è la galera in confronto  ai malati impulsi della mente? La legge appena approvata ci consiglia di stare nel mezzo: nessuna compassione e nessuna eliminazione, ma un tentativo da parte del colpevole di reinserirsi nella società e un tentativo da parte della società di accogliere il colpevole. Stiamo forse parlando di vane speranze? Si può davvero tentare di riconciliare uno stupratore a un’idea sana del sesso? E’ davvero possibile, in tempi ridotti e sotto vigilanza medica, identificarsi con le donne (tentativo che qualche individuo sano ha cercato di fare senza ottenere risultati decenti)?
Ma soprattutto: quanto le donne che hanno subìto violenze sessuali si sentirebbero a loro agio con un ex violentatore a fianco pronto ad ascoltare le loro storie? Non si sentirebbero forse minacciate? Non si sentirebbero forse umiliate da quella presenza? La risposta della legge a queste domande è debole, ma sicuramente meno discutibile della tanto chiaccherata castrazione chimica. Chi svolge la terapia riabilitativa è obbligato ad indossare la cintura di castità durante tutto il tempo della riabilitazione. Un’idea che fa sorridere, senz’altro, che fa tornare indietro sino al Medioevo quando le cinture si usavano davvero, ma che non può prescindere dalla serietà della questione: l’organo genitale maschile non è per sempre eliminato, ma temporaneamente messo fuori servizio almeno fino a che il colpevole non sarà giunto ad una completa guarigione. Guarigione. Punto chiave della questione e della legge: si dà per scontato che la violenza carnale sia frutto di una malattia mentale e che, come tale, possa essere curata. La scienza non ha fornito risposte in merito, eppure non possiamo non chiederci se forse non sia un’idea percorribile quella di considerare uno stupratore come un malato che ha bisogno di cure. A differenza della galera, che non estirpa l’infezione ma la placa o addirittura l’accresce, la terapia riabilitativa cerca di eliminare del tutto la malattia e di rendere inoffensivo l’individuo utilizzando metodi “dolci”.
Come dire: una seconda possibilità non si nega a nessuno. Hai fatto qualcosa di sbagliato e ti insegno a rimetterti sulla giusta via. Comportamento giusto, certo, degno di un paese civile e compassionevole. Ma cosa succederebbe se la cosiddetta terapia non funzionasse? Se un ex stupratore redento tornasse a colpire nel buio dei vicoli? Si ricomincerebbe forse un’altra terapia? Non sarebbe forse il segno che la proposta di questa legge è tanto giusta moralmente quanto sbagliata nell’applicazione? La legge, in merito, non dà risposte. La minaccia di una terapia scoraggerebbe la violenza sessuale quanto la minaccia di futuri anni in prigione? Francamente credo di no. Eppure non riesco a non pormi ancora un’ennesima domanda: meglio punire o meglio guarire?

 

(Articolo pubblicato sull’ultimo numero di "Giudizio Universale")

6 Maggio 2008
11:59, Martedì
melissa panarello
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Real TV, real porno.

La nuova conduttrice di REAL TV, quella che ogni giorno tiene compagnia ai bambini dalle 20,30 alle 21,00, è Cristina Chiabotto.
Che cosa mi ha stupita tanto?… Beh," l’abbigliamento".
Mentre si dimena e sculetta in improbabili coreografie tra piscine, gazebo, yacht, possiamo ammirarla coperta solo di pois catarifrangenti.
Ora: io non sono una bigotta, sono una ferma sostenitrice dell’erotismo ed eventualmente anche del porno.
Ma giuro: questa non la capisco.
Che diavolo di senso ha mettere una gnocca con copricapezzoli e copripassera a presentare dei filmati amatoriali con catastrofi e incidenti?
E poi non dovrebbe esserci il divieto per i minori vista l’ora?
A me hanno aperto il didietro perché lo spot di Freddy Krueger che si leccava le dita era andato in onda nel pomeriggio, e questa da ormai più di una settimana ci fa vedere le chiappe, il taglio della passera e le tette rifatte in primissima serata, e nessuno dice niente?

Cristina, se prima avevo il dubbio che tu fossi appena appena scema, adesso ne ho la conferma.

Vuoi fare la Chiabotto hot? Ok.
Allora abbi almeno il buon gusto di uscire con una serie di filmati davvero hot, quelli dove non c’è niente da ridere.
Facci vedere un bel primo e secondo canale, una bella double, una dignitosa gang band.
Oppure facendo la tua celebre plin plin addosso a qualcuno.
Allora sì, che non avrei nulla da dire.

Mi accontenterei anche di un titolo tipo “sditalando miss Italia”
Però per favore, per fare queste cazzate a metà, queste porcate (perché mettersi chiappe all’aria per Real tv è davvero una porcata) fingendo di fare un mestiere decente, quello sì che lo trovo davvero vergognoso.

Cristina, vatti a rivestire, vah!

5 Maggio 2008
16:33, Lunedì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Mass Media, Società
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A proposito della libertà di stampa e d’informazione in Italia

Questo post è in lavorazione da diverso tempo. E’ rimasto non pubblicato perchè ha richiesto una ricerca molto lunga e la traduzione in lingua italiana di alcuni estratti per una più facile lettura (abbiate pietà della mia traduzione, ho fatto quello che il mio inglese consente).

La tematica affrontata risulta improvvisamente attuale a seguito del recente "caso" di Anno Zero e dell’ultimo V-Day indetto da Beppe Grillo, visto che tratta proprio di censura e libertà d’informazione in Italia. Di questi ultimi episodi mi riservo di parlarne in seguito, perchè già in questo post si dice molto, forse troppo per la pazienza del lettore.

Per me è stato utile ricostruire negli anni il percorso cronologico che l’informazione e la presunta censura hanno seguito all’interno del nostro paese. Per farlo però, caso strano, ho preferito affidarmi a fonti diverse e per lo più straniere perchè mi sembrava avessero meno interesse di una qualsiasi fonte d’informazione nazionale a descrivere la vera situazione italiana e che fossero un occhio esterno e quindi più obiettivo. Il risultato è un post che è stato impegnativo per la sottoscritta e sicuramente lo sarà anche per voi nella lettura. Ma vi prego di arrivare fino alla fine e, soprattutto, seguire i link inseriti nel testo che riportano alle fonti originali (sicuramente più affidabili della traduzione della sottoscritta) della quali qui è pubblicata solo una piccola parte.

 

Buona lettura.

 

(Continua…)

5 Maggio 2008
00:02, Lunedì
Stregatta
Filed under : Mass Media, Politica, Società
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Curiosità inopportune?

Non vado di frequente alla presentazione di un libro poiché  preferisco leggerlo che sentirne parlare. Un libro è per me un fatto privato, un tête-à-tête con le parole di chi l’ha scritto, e sono sempre grata quando all’interno trovo anche solo una frase che mi fa riflettere, che dà un nome a qualcosa che mi era oscuro. Quel che trovo singolare durante una presentazione è che, anche quando chi ha scritto il libro non desideri per nulla parlare di sé, ma desideri parlare dell’argomento, della storia che ha narrato, il pubblico pone domande che vanno invece in quella direzione. Con la fatidica domanda: “Quanto di autobiografico c’è in ciò che ha scritto?”.

Oh santi numi! Ma cosa gliene frega, mi chiedo ogni volta. Non si può cominciare a dare per assodato che qualunque cosa una persona scriva sia indubbiamente autobiografica? Non necessariamente perché l’ha vissuta, magari l’ha semplicemente immaginata, e tuttavia essendo sua quell’immaginazione, è - secondo me - di certo autobiografica. Quel che mi chiedo, anzi quel che vi chiedo, è se anche voi non trovate che ci sia qualcosa di morboso in quella solita domanda e se non sarebbe invece più naturale essere curiosi del contenuto del libro che non della vita di chi l’ha scritto. Se siamo alle prese con la sempre più diffusa mancanza di senso del privato o se invece per apprezzare a fondo un libro è davvero necessario conoscere i fatti personali della persona che l’ha scritto.

4 Maggio 2008
19:57, Domenica
marilde
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Buon primo maggio

Primo maggio, festa dei lavoratori. Il nuovo presidente della camera ha ribattezzato la festa di liberazione dal fascismo "festa della libertà" contro i totalitarismi. L’anno prossimo diventerà "festa delle libertà" e l’anno dopo "festa del popolo delle libertà" e fu così che ci soffiarono una giornata fondamentale.

Il primo maggio è quell’altra festa che è dei lavoratori, del popolo che si è liberato dallo sfruttamento dei padroni e ancora lotta per emanciparsi dal bisogno. Tra qualche anno anche questa festa cambierà nome e cambierà sostanza. Forse si chiamerà "festa del lavoro" e le manifestazioni saranno capeggiate dalla confindustria. Il mondo alla rovescia.

Questo primo maggio è già all’insegna di una novità. I tre capi dei maggiori sindacati nazionali (con il disaccordo della sinistra cgil) con le loro brave facce da paraderetani obbediscono agli ordini di montezemolo e tirano fuori dal cappello magico una nuova proposta di contratto nazionale

Montezemolo chiedeva che il contratto nazionale fosse del tutto tolto di mezzo perchè è una roba "anacronistica". Di sicuro per lui anche i diritti del lavoratore sono un po’ demode’. Invece la modernità a me sa tanto di rigurgito di passato. Lo sfruttamento dei lavoratori oggi si chiama flessibilità e la schiavitù legalizzata oggi si chiama libero scambio e libero mercato.

Il contratto nazionale regola il rapporto tra datore di lavoro di alcune categorie e i suoi dipendenti. Fissa un tetto su una cosa che si chiama potere d’acquisto. Definisce diritti, doveri e il costo del lavoro, di quel lavoro.

(Continua…)

 

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Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.